martedì 8 agosto 2017

Lo senti il battito?

Belli questi calzini con i dinosauri, ce n'è anche uno che sembra un drago... quindi sono perfett, perché noi il drago lo mettiamo sotto i piedi.
E' un po che non facciamo due chiacchiere "ospedaliere". Vi va? ok.

Ultimamente, vista la mia nuova passione per il "videomaking" sto scrivendo meno e mi rimprovero spesso per questa cosa. Sarà che la maggior parte delle volte che ho scritto una pagina di diario era per raccontarvi meglio una sessione di esami, un ricovero o comunque un sfiga, ecco.

A sto giro nessuna sfiga. Ieri abbiamo fatto gli esami del sangue al Besta e oggi un piccolo controllino della Peppa (Peg) al San Matteo di Pavia.

La trasferta in quel di Milano, ormai, è collaudatissima. Un paio di anni fa, fissavamo la sveglia alle 6 per essere al Besta alle 8.30 ma, ormai, come Fantozzi, a forza di esperimenti e perfezionamenti continui siamo arrivati a metterla alle 07.00. Vale a dire: al limite delle possibilità umane. Tutto è calcolato sul filo dei secondi:

  • 5 sec. per riprendere conoscenza
  • 4 secondi per superare il quotidiano impatto con i reciproci aliti del mattino
  • 4 minuti a testa in bagno per espletare bisogni fisiologici, durante i quali la mamma fuma e il papà controlla le notifiche di facebook.
  • Caffè con pettinata incorporata
  • sigaretta di coppia, sul balcone, ripassando la lista di cose che ci dimenticheremo di dire, nonostante le stiamo ripassando apposta per non dimenticarle.
  • restano 15 minuti durante i quali la mamma sveglia Tommi, gli cambia il pannolino, lo veste e lo posiziona sul seggiolone, davanti ad una puntata a caso di  Topolino, in attesa di essere prelevato e trasportato in macchina dal papà che, nel frattempo si è vestito e ha ripreso a controllare le notifiche di facebook.
  •  Infine, la mamma, nel tempo di valore europeo di 30 secondi netti, si lava i denti, la faccia e si veste, tutto questo mentre il papà le rinfaccia di essere sempre l'ultima ad essere pronta.
Insomma, come tutte le famiglie.

Arrivati al Besta abbiamo avuto a che fare con le solite vene introvabili di Tommi, ma alla fine hanno vinto le infermiere. Siamo riusciti ad avere un colloquio con la dott.ssa P. (della quale avevamo bisogno per parlare di alcune cose che avevamo notato in Tommi e per le quali necessitavamo di un chiarimento) e la conversazione è finita per cadere sull' "addio" del dott. A.
Il dottor A (cosi conosciuto qui sul diario perché, come sapete, non metto mai nomi) è il dott. Enrico Alfei. Probabilmente la miglior persona in camicie che abbia mai conosciuto, se non addirittura il migliore. Una persona di un'umanità pazzesca, del quale mio figlio ha avuto la fortuna di essere paziente. Purtroppo, per una serie di circostanze, ha firmato per un'altra casacca e a noi tifosi ci brucia giusto un pelo. Tipo Higuain alla Juve o Bonucci al Milan.

E qui vi spiego quella che è l'idea che mi è venuta e che ho già anticipato a quelli di voi che hanno risposto al mio appello su facebook. Visto che ogni volta che si scrive ad una direzione sanitaria è per lamentarsi di qualche negligenza, ho pensato fosse l'ora di far pervenire nelle dovute sedi una bella missiva di elogi. Voglio scrivere una lettera (che vi girerò se deciderete di firmarla anche voi) nella quale ho intenzione di chiedere educatamente ai vertici dell'Istituto Neurologico Carlo Besta CHE CAZZO GLI è PASSATO PER LA TESTA DI FARSI SFUGGIRE UNO COME ALFEI!! Non confermare una PERLA e magari vederlo sostituito, tra qualche mese, da un PIRLA.
Ovviamente la lettera sarà seria e rispettosa e andrà a fare leva su quelli che sono i punti forti del dott. Alfei (si accettano anche i vostri suggerimenti in merito).
Una piccola chicca, poi, mi è stata suggerita proprio da qualcuno di voi. La lettera, visto che per forza di cose non potremo firmarla tutti di nostro pugno, potrà essere firmata dai nostri figli!! Guiderete la manina dei vostri figli e gli farete scrivere il loro nome e io preparerò un file che le contenga tutte da allegare alla lettera (che poi sarà un' email). Ovviamente potrete mandarmi le foto delle "firme" in posta privata su facebook, poi ci penserò io ai dettagli tecnici. Alla fine della lettera, naturalmente, ci saranno anche nomi e cognomi dei genitori che aderiranno.

Magari non ci riporterà Alfei, ma sarà un piccolo gesto per ricambiare quel che lui, di cuore, ha sempre fatto  per noi. Avrò cura di far arrivare anche a lui la lettera e le firme, di modo da fargli scendere una lacrimuccia di soddisfazione. SULL'ARGOMENTO CI SI AGGIORNA, IN ATTESA DI RISCONTRI.

Ma torniamo ai nostri ospedali e trasferiamoci al S. Matteo di Pavia. Oggi. Visto che stamattina eravamo in ritardo, ha deciso di guidare Tommi:
Giunti in quel di Pavia, abbiamo inforcato il vialone che porta al San Matteo e siamo giunti a destinazione senza intoppi. Tommi, sceso dalla macchina, ha detto: "Vigevano - Pavia 30 minuti e 14 secondi. Alboreto is nothing".

Il controllo della Peppa (Peg) è andato bene, la piccola ulcera che si era formata intorno all'incisione non c'è più e la "ferita" è bella perché la mamma è un'artista di quelle potenti.
Alla fine c'è davvero poco da dire sulla mattinata di Pavia, se non che hanno disegnato un Topolino gigante sulla parete del corridoio, al secondo piano, e Tommi ovviamente si è sparato un paio di sorrisetti... Agevoliamo una diapositiva dell'episodio:

Tornare in ospedale non è mai piacevole, ma uscire di li il giorno stesso e con buone notizie è esorcizzante in qualche modo. I demoni fuggono dalla mente per qualche ora.

Ogni volta che guardo Tommi e lo vedo attraversare un periodo sereno, un momento di felicità o uscire da un ospedale senza aver ricevuto cattive notizie, il mio cuore batte più forte. Mi illudo, magari, in qualche modo, che le cose possano davvero andare il verso giusto da quel momento in poi. Però il sangue che riprende a circolare con maggior vigore fa tornare le energie...e se l'illusione serve a ricaricare le batterie, ben venga. Sentire il battito del core non è mai un male, è segno che sei vivo. E se sei vivo, puoi ancora combattere.

Poi oggi, mentre pensavo a questa cosa (che io alle cose che vi scrivo, magari, ci penso durante la giornata) ho notato che insieme al nuovo disegno di Topolino, c'era anche una scritta:

Lo senti il battito?

CAZZO SE LO SENTO!! 

..e allora combatti!

Vi si vuole bene








3 commenti:

  1. Lo senti il battito?

    CAZZO SE LO SENTO!!

    ..e allora combatti!

    mi serviva veramente sentire una cosa del gene ora, e sopratutto sentirlo provenire da qualcuno che sa cosa significa combattere in momenti difficili. Un abbraccio

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    1. Felice ti sia servito!!!!
      Grazie per essere qui...

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  2. Condivido appieno quello che hai scritto sul mitico Dr.Alfei!!!! Anche mia figlia ha avuto la fortuna di essere sua paziente fino a maggio..ora ad ottobre torneremo al Besta x il solito controllo e sapere che non troveremo il nostro dottorone con la barba (così lo chiama la mia bimba) ci rattrista e ci spaventa (sopratutto mia figlia)...un abbraccio e in bocca al lupo al piccolo Tommy x tutto!! ❤️

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