mercoledì 27 dicembre 2017

Tipo il Real Madrid, per intenderci.

Piccola disavventura post-natalizia. Vi va? ok.


Una storia, per attirare spettatori, deve comprendere dei bei colpi di scena. Talvolta a lieto fine, talvolta non esattamente. L'anno scorso vi abbiamo stupito con effetti speciali (leggete qui qui qui qui qui qui qui qui qui qui qui e qui . Lo so, è parecchia roba, ma 6 mesi sono lunghi), quest'anno invece giusto un richiamino come quando nei film mettono la musichina di suspance ma poi non è nulla, però te un pò ti sei cagato lo stesso.

E' dal 20/12 che Tommi ha la febbre e dopo 5 giorni di antibiotico ancora non era passata (e in casi come questo abbiamo l'obbligo dai medici di andare a fare l'rx al torace per scongiurare focolai), inoltre era parecchio infastidito nella zona della stomia (il buco della peg, per intenderci) e "rognava" in continuazione. Per non saper "ne leggere ne scrivere" abbiamo deciso di fare un controllino preventivo che non si sa mai. Solitamente andiamo a Pavia, ma visto che il problema principale sembrava essere la peg, abbiamo optato per il Buzzi, dove Tommi è seguito dal dott. M. per il discorso della Nissen.
Di buon mattino, verso le 11 (che, per chi non dorme la notte, è tipo l'alba), abbiamo inforcato la statale e ci siamo diretti verso l'ospedale dei bambini di Milano. Giunti in zona abbiamo cercato parcheggio e ci siamo diretti al pronto soccorso. Roba da manuale. Precisissimi.

Appena giunti alla stazione (del paesino di Sant'Ilario)... ah no. Quella è un'altra storia. Scusate.
Dicevo, appena giunti nella sala d'attesa ci ritroviamo catapultati in medio oriente, al confine con l'Asia. Terra di frontiera, terra di nessuno. Temevamo ci avrebbero chiesto il permesso di soggiorno e invece è bastato il tesserino sanitario. Meno male. Codice giallo e subito dentro che il giovanotto è immunodepresso e in sala d'attesa quello più sano c'aveva il colera (se l'ospedale di Vigevano volesse prendere appunti, è libero di farlo).

Spiego le cose basilari a chi di dovere e: lastra ai polmoni, esami del sangue, delle urine e tante care cose. Veniamo fatti accomodare in una stanzina con altri due bimbi e ci viene detto che solo uno di noi potrà rimanere li, l'altro deve uscire al freddo e al gelo anche se non scende dalle stelle e non è il re del cielo. Così, ovviamente, decidiamo di fare un pò a turno, almeno all'inizio, per mangiare. Ho sfidato le intemperie (a Milano pioveva generosamente) e sono andato a prendere un toast alla mamma che, quando sono rientrato, è uscita per mangiarselo. Infine, mi sono accomodato in terra di nessuno perché quando Tommi c'ha le balle girate, niente funziona meglio del suono della voce della mamma per farlo calmare. Per me invece é esattamente al contrario: quando sono calmo, niente funziona meglio del suono della voce della mamma per farmi girare le balle.

Seduto tra la moglie di Gengis Khan e una delle tante nipoti di Mubarak (giunte in Italia in massa per il ricongiungimento familiare con Silvio), ho cominciato a domandarmi se il deodorante fosse un vezzo prettamente occidentale. L'odore era talmente forte che se qualcuno avesse cambiato il nome del "Buzzi" in "Puzzi" nessuno avrebbe avuto da dire. Cosi ho deciso di fare un giro e mi sono imbattuto nella fermata della metropolitana che sta a qualche centinaio di metri dall'ospedale e ho capito che avevo poco da fare l'infastidito, perché in quella sala d'aspetto non "sembrava" di essere in medio oriente... ci si era proprio:
Comunque, per farla breve: le lastre al polmone non hanno evidenziato nulla di preoccupante e gli esami del sangue sono andati bene. La pipì Tommi l'ha fatta mentre firmavamo le dimissioni, quindi ciccia. 
Il problema dei presunti dolori causati dalla peg è molto semplice: per i continui vomiti degli ultimi giorni e i frequentissimi colpi di tosse, un pò di succhi gastrici hanno fatto capolino dalla stomia irritandone i contorni... un pò di crema e tutto tornerà a posto in qualche giorno. Il buchino di Tommi solitamente è immacolato, rosa come il resto del pancino e nessuna secrezione; negli ultimi giorni, però, effettivamente, faceva un pò senso (anche se ci hanno detto che c'è molto di peggio). Agevoliamo una diapositiva:
Al pronto soccorso è venuto a trovarci il dott. A.... il nostro neurologo di fiducia. Sono andato a salutarlo e non appena ha potuto è venuto a salutare Tommi.

La giornata di oggi ci ha provato emotivamente perché ci ha fatto rivivere in qualche modo l'incubo dell'anno scorso. L'idea di ricominciare un calvario come quello terminato 7 mesi fa ci aveva buttato parecchio giù di morale. Fortunatamente non è successo e possiamo dire che il 2017 non ci ha riservato altre sorprese, anche se mancano ancora 3 giorni e quindi è meglio stare zitti e con le dita infrociate.

Ora siamo a casa. Io scrivo e Tommi e la mamma sono nel lettone a farsi le coccole dopo aver fatto un paio di "puff" di Broncovaleas.

Ogni volta che ci tocca andare in ospedale ci rendiamo conto di come ormai siamo una macchina perfettamente oliata. Sappiamo chi deve fare cosa e come.
Io parlo con i medici (anche se il medico, quando è donna, non si rassegna al fatto che io sia un papà informato e continua a guardare la mamma cercando conferme di quello che dico... e non c'è cosa che mi faccia più incazzare... ma vabbè.) e la mamma prepara la documentazione necessaria a mostrare le precedenti esperienze e aggiunge qualche particolare inerente i ricoveri principali. Successivamente, a me toccano i prelievi e tutte quelle cose in cui Tommi, potenzialmente, caccia le lacrime... e poi alla mamma resta il compito di calmarlo e coccolarlo, mentre io penso agli approvvigionamenti. 
Tutto naturale, senza nemmeno parlarci. Rodatissimi. Tipo il Real Madrid, per intenderci. Uno squadrone!

Oh... il drago ci prova sempre a batterci eh... ma per battere il Real Madrid, bisogna sudare! Forse un giorno ce la farà, ma non oggi.

Drago 0 Real Madrid 1

Anche questa volta.

Vi si vuole bene



3 commenti:

  1. Meno male. .. Un abbraccio enorme super family!!! ❤

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  2. non so neanche come sono capitata qui.... non ha importanza....ma sono rimasta ore a leggere i post.
    ho pianto, ho riso.
    faccio il tifo per voi. non so che dire, la vostra storia, la tua storia...siete una luce, una forza della natura.

    un abbraccio... anzi tanti!!

    ivana

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